ESITI BANDO BODYSCAPE 2026

Ott 14, 2026

DANCESCAPES 2026

La Commissione di selezione del bando Bodyscape 2026, promosso da Danza Urbana ETS nell’ambito del progetto Dancescapes, si è riunita venerdì 9 ottobre 2026 per procedere alla valutazione finale delle 70 candidature pervenute e individuare i due progetti destinatari delle borse di ricerca coreografica e delle relative residenze artistiche.

La Commissione era composta da:
• Paolo Brancalion, responsabile dei progetti di danza, delle reti e del supporto ai progetti europei de L’arboreto – Teatro Dimora;

• Alessandro Carboni, artista interdisciplinare, performer e ricercatore, direttore artistico di Formati Sensibili;

• Giulio De Leo, coreografo della compagnia Menhir e direttore artistico del festival Le Danzatrici en plein air;

• Erica Meucci, danzatrice, autrice e performer, curatrice di ORA – Orobie Residenze Artistiche e della rassegna Rami d’ORA dell’Associazione Laagam;

• Chiara Organtini, curatrice e project manager di  Lavanderia a Vapore, centro di residenza per la danza  della Regione Piemonte.

Nel corso dei lavori, la Commissione ha condotto un approfondito confronto sulle candidature, prestando particolare attenzione all’originalità e alla qualità delle proposte, alla coerenza con le finalità del bando e alla capacità di indagare la relazione tra corpo, spazio pubblico e paesaggio.
Particolare rilievo è stato attribuito alla dimensione sperimentale delle ricerche, alla capacità di considerare il paesaggio non come semplice contesto della rappresentazione, ma come elemento attivo e generativo della creazione, e alle potenzialità di sviluppo dei percorsi artistici, anche in relazione alla vocazione di Bodyscape a favorire il ricambio generazionale.

Al termine del confronto, la Commissione ha deciso di assegnare le due borse di ricerca ai progetti: 

SPOT di Lorenzo Dino Marchionni per l’originalità della proposta, che assume la pratica dello skateboarding come punto di partenza per una ricerca coreografica capace di intrecciare sperimentazione fisica, attenzione alle caratteristiche dei luoghi e una riflessione sulle modalità con cui i corpi abitano e trasformano lo spazio pubblico. Il progetto si distingue per la capacità di tradurre le dinamiche corporee e le qualità motorie proprie dello skateboard in un linguaggio coreografico autonomo, interrogando al contempo le possibilità di attraversamento, appropriazione e ridefinizione dei luoghi, come territorio di libertà e trasformazione, in cui il gesto performativo diventa strumento di esplorazione e risignificazione dell’ambiente urbano. 


Suono/SONO di Silvia Mai per lo sviluppo di una ricerca sensibile e aperta alla sperimentazione, che indaga la relazione tra corpo, suono e spazio attraverso un processo di esplorazioni vocali, ritmiche e gestuali. Il progetto si distingue per l’attenzione alla dimensione dell’ascolto e alla capacità del suono di trasformare la percezione dei luoghi, facendo emergere qualità e relazioni che sfuggono a una fruizione prevalentemente visiva. Di particolare interesse è la possibilità di costruire ambienti sonori attraverso l’interazione tra voce, movimento, piccoli oggetti e caratteristiche acustiche e spaziali dei luoghi, aprendo la ricerca a forme di esperienza corale e partecipativa. 

La Commissione ha, inoltre deciso di attribuire una menzione speciale al progetto:

Terraferma di Mattia Valentini per l’originalità dell’intuizione artistica e la qualità dell’approccio metodologico. La proposta, infatti, si è distinta per l’indagine sul rapporto tra corpo e suolo che, assumendo il piede come organo di ascolto, esplora le vibrazioni del terreno e le differenti qualità fisiche delle superfici come elementi generatori di movimento e di una possibile scrittura coreografica. Di particolare interesse è l’intreccio tra percezione corporea, ascolto e strumenti di rilevazione sonora, attraverso il quale il paesaggio viene restituito come materia viva e dinamica, capace di produrre una diversa conoscenza dei luoghi, al di là del visivo.