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Danza Urbana patrimonio della città d del suo territorio

In questi anni il Festival ha tracciato un percorso che lo identifica.
Tre linee programmatiche si intrecciano. Il lavoro negli spazi pubblici come luogo di socialità e cultura, un impegno ancora più difficile e prezioso in questi anni di insicurezza che hanno portato a vivere sempre meno le strade e le piazze come punti di aggregazione e di incontro, di crescita civica e culturale. La democratizzazione della danza, erroneamente ritenuta un’arte elitaria e relegata a un ruolo di contorno nelle programmazioni dei teatri: il Festival ha saputo accrescerne la platea, attraverso la modalità della “danza urbana” dimostrando quanto quest’arte, tra le più antiche ed universali, sappia comunicare al di là di qualsiasi limite sociale e culturale, coinvolgendo anche nelle sue forme più innovative un vastissimo
pubblico.
Infine, una programmazione capace di promuovere l’attività dei coreografi e delle compagnie che lavorano nella nostra regione, offrendo loro visibilità all’interno di cartelloni che, oltre a guardare al territorio, si aprono alla realtà internazionale, accogliendo spettacoli che altrimenti non sarebbe stato possibile vedere non solo nella città di Bologna, ma in molti casi nel nostro paese.
Il successo di pubblico e di critica di questi anni e la diffusione della modalità “danza urbana”, che per primo il nostro Festival ha proposto in Italia, dimostrano quanto questo progetto abbia portato Bologna alla ribalta nazionale e ne costituisca una risorsa importante.
Il Festival non è solo un insieme di eventi, ma porta in sé le proprie linee di intervento culturale che costituiscono un valore aggiunto alla singola offerta di spettacoli.
Le sue linee programmatiche sono pertanto elementi imprescindibili del progetto “Danza Urbana” e costituiscono la soglia oltre cui non è possibile alcun compromesso senza negare il senso del lavoro fin qui svolto e la sua stessa esistenza.
Danza Urbana il prossimo anno celebrerà la decima edizione se potrà mantenere fede alla sua identità, alla sua storia e al suo pubblico.
In questi anni si sono acquisite competenze preziose, si sono intessute importanti relazioni con istituzioni internazionali, artisti e operatori, si è formato un pubblico vasto ed eterogeneo, elementi che costituiscono un patrimonio culturale per la città di Bologna e il suo territorio.
Un richiamo al senso di responsabilità delle Istituzioni perché sappiano salvaguardarlo.
Per venire incontro alle esigenze dell’Amministrazione Comunale nella ridefinizione del cartellone estivo di Bologna, quest’anno il Festival è anticipato a luglio e hanno maggior spazio i grandi eventi. Un esperimento che, speriamo, incontri la stessa partecipazione e gradimento di pubblico degli anni passati.

PROGRAMMA

21 LUGLIO
Absidi di Piazza San Domenico

COMPAGNIA ALDES – ROBERTO CASTELLO
Stanze
Coreografia Castello, Moretti, Questorio, Senatore

22 – 23 LUGLIO
Palazzo Re Enzo
COMPAGNIA VIRGILIO SIENI DANZA
La Visitazione>Mother Rhythm
Ideazione Virgilio Sieni

26 LUGLIO
Piazza di Porta Ravegnana, Voltone del Podestà
MIKE WINTER
Monomental
Performance di Mike Winter

Piazzetta di Santa Maria della Vita
KYLIE WALTERS
Travel on the cheap
Performance di Kylie Walters

26 – 27 LUGLIO
Ex Chiesa di San Mattia
LE SUPPLICI

Trentaseimila fuochi
Coreografia di Fabrizio Favale

27 LUGLIO
Luoghi deputati
Piazza del Nettuno, Cortile di Palazzo D’Accursio
FOOFWA D’IMOBILITE’
Coreografia di Foofwa d’Imobilité

28 LUGLIO
San Giorgio in Poggiale
MK-ESC
Real Madrid
Coreografia di Michele di Stefano
Sostanza sonora: Electro-acoustic synthesi crew